GLI EROI DI SILVERSTONE

Marc Márquez è incredibile. L’anno scorso ha portato sul podio mondiale una GP23 che, senza lo spagnolo, sarebbe stata ai margini della classifica. Quest’anno, senza di lui, la 2025 sarebbe a una distanza siderale dalla vetta. Se togliessimo Marc alla Honda, l’ultimo titolo MotoGP risalirebbe al 2011 con Casey Stoner. Marc è il valore aggiunto di ogni casa che lo ha avuto con sé.

È inopinabile. Ducati Corse lo sapeva benissimo, lo ha voluto con sé proprio per avere quel margine umano, dettato da un talento fuori portata, che avrebbe consentito di sopperire a eventuali difetti del nuovo progetto. La GP24, se non fosse per Marc, sembrerebbe brillare più della ’25, tanto da far diventare matto Pecco, da far brillare Álex Márquez, e proiettare in alta classifica Morbidelli su Diggia, che guida la terza GP25 in pista. Questa è la cruda realtà in casa Ducati.

Fabio Quartararo inizia a esprimersi in Yamaha Motor. La sfortuna, la foga, non gli hanno fatto capitalizzare il giusto. Uno dei più forti in MotoGP.

Johann Zarco vince lo scorso GP in casa, arriva secondo quello successivo, su Honda. Il fenomeno umile che proietta il team Cecchinello nella top five. Il GP della vita ci sta, riconfermarsi la gara dopo è per pochi.

Marco Bezzecchi ha fatto capire molte cose: in una pista amica di Aprilia, non sciupa e vince. Forse per sfortuna di Quartararo, ma resta una gara concreta. Una vittoria che arriva come uno schiaffo… a chi? Indovinate voi. Bravo, molto bravo.

E non mi dimentico di Álex Márquez: vince la Sprint, cade, riparte la gara (19 giri) e arriva a un soffio dal fratello e da Morbidelli. Cosa ha mangiato quest’anno? Non credo sia solo merito della sua GP24.

Chiudo con un particolare: li amo. Cade Marc, scivola, e con il capo punta delle protezioni. Sarà stato istinto, sembrava spostarle con il capo, come a dire: “Non intralciatemi!”. Il Cannibale, che piaccia o no, è il re di questo sport.

L’Autore: Andrea Costanzo

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