BIMOTA DB5: IL CORAGGIO DI OSARE ITALIANO

Ci sono moto che non si dimenticano. La Bimota DB5 è una di quelle: una sportiva che non nasce per piacere a tutti, ma per accendere la passione di chi cerca l’essenza della guida e della meccanica italiana.
Sotto la sua carena pulsa una storia di rinascita, coraggio e innovazione, segnata da scelte tecniche radicali e da un design che ancora oggi emoziona. La DB5 è la dimostrazione che la vera eccellenza nasce dalla volontà di osare, superando i limiti del convenzionale.
Quando la passione incontra la tecnologia: la nascita della DB5
Presentata ufficialmente nel 2004 al Salone di Monaco e prodotta dal 2005 al 2012, la DB5 rappresenta il ritorno alla produzione per la casa riminese dopo anni difficili. Progettata dall’ingegnere Sergio Robbiano, la DB5 è la quinta Bimota equipaggiata con motore Ducati, un connubio che ha fatto sognare generazioni di appassionati.

Design e componentistica: arte e funzionalità
La linea della DB5 è un’opera d’arte contemporanea: carenatura integrale ma snella, telaio a traliccio in acciaio e piastre in lega di alluminio lavorate dal pieno. Ogni dettaglio è studiato per esaltare il piacere visivo e funzionale. Il forcellone composito e le sospensioni Öhlins (o Marzocchi/Extreme Tech sulle versioni successive) garantiscono una ciclistica raffinata e precisa, mentre l’impianto frenante Brembo assicura performance di alto livello.

Motore e prestazioni: cuore Ducati, anima Bimota
Il cuore pulsante della DB5 è il bicilindrico Ducati Desmodue raffreddato ad aria, nelle versioni 1000 e 1100:
- DB5 Mille: 992 cc, 92 CV a 8.200 giri/min, coppia 9,4 kgm a 5.500 giri/min
- DB5 1100: 1.078 cc, 95 CV a 7.000 giri/min, coppia 10,5 kgm a 5.500 giri/min
Il peso a secco dichiarato è di appena 164 kg (DB5 1100), valore che la rende agilissima tra le curve e straordinariamente efficace in inserimento e percorrenza. La velocità massima supera i 230 km/h, ma la vera magia sta nella facilità di guida, nella schiena del motore ai medi e nella connessione diretta tra pilota e asfalto.

Esperienza di guida: emozione pura
Guidare una DB5 significa immergersi in un’esperienza sensoriale unica. La posizione in sella è raccolta, quasi da moto da gran premio, la triangolazione sella-pedane-serbatoio è perfetta per chi cerca la massima efficacia in pista ma anche emozioni su strada. La leggerezza e la precisione dell’avantreno permettono pieghe profonde e cambi di direzione fulminei, mentre la voce rauca del Desmodue accompagna ogni apertura del gas.
Le sospensioni, regolate a dovere, offrono un feeling diretto e sincero, ideale per chi ama guidare “di corpo”. L’impianto frenante Brembo garantisce staccate decise e modulabili con un solo dito, mentre la ciclistica invita a lasciar correre la moto in curva, sfruttando la rapidità di inserimento e la stabilità di percorrenza.

Esclusività e numeri
La produzione della DB5 è stata estremamente limitata: si parla di circa 300 esemplari l’anno considerando tutta la gamma Bimota del periodo. Il prezzo al lancio superava i 27.000 euro franco fabbrica, un valore che ne ha fatto subito una moto per intenditori e collezionisti.

Curiosità e riconoscimenti
- La DB5 ha vinto il Motorcycle Design Award come moto più bella del Salone di Monaco 2004.
- Molti dettagli sono lavorati artigianalmente dal pieno, rendendo ogni esemplare unico.
- Il feeling di guida è stato spesso paragonato a quello di una moto da gara “civilizzata” per la strada.

Perché la DB5 è un’icona
La Bimota DB5 incarna il sogno italiano della sportiva esclusiva: un mix di tecnologia, passione, artigianalità e design senza compromessi. Non è una moto per tutti, ma per chi cerca emozioni autentiche e vuole sentirsi parte di una storia fatta di coraggio e innovazione.

Scopri di più

L’Autrice: Martina Pasquale
SEO Copywriter e traduttrice che ha fatto dell’amore per la scrittura il suo lavoro.
Innamorata del Motorsport in tutte le sue declinazioni, ha tutt’ora la Febbre Villeneuve – anche se purtroppo non lo ha visto correre – e adora Giacomo Agostini, Casey Stoner e Daniel Pedrosa.
Quando non è in giro per circuiti o a seguire qualche gara, si diletta con passatempi tranquilli come praticare Karate e HEMA (Arti Marziali Storiche Europee).