BIMOTA YB8 DIECI: LA RIBELLE DI RIMINI

Se sei un appassionato di moto da collezione, la Bimota YB8 Dieci rappresenta una delle massime espressioni dell’ingegneria artigianale italiana.

Prodotta tra il 1991 e il 1994 in pochissimi esemplari numerati, questa sportiva è oggi una delle Bimota più ricercate sul mercato del vintage. Ma cosa rende la YB Dieci così speciale? Scopriamolo insieme.

La decima evoluzione di un sogno italiano

La YB8 Dieci nasce per celebrare il decimo anniversario della storica collaborazione tra Bimota e Yamaha. Non è solo una sigla: “Dieci” significa decima evoluzione della serie YB, un traguardo importante per il marchio di Rimini.
In realtà, la YB8 Dieci non è altro che una YB8: tutte le Dieci sono costruite sulla stessa base tecnica della YB8. Le differenze principali riguardano le sovrastrutture, in particolare la carenatura, realizzata quasi completamente in vetroresina monoscocca, e alcuni dettagli legati alle sospensioni e alle finiture. La base meccanica e ciclistica resta quella della YB8, a conferma della bontà del progetto originale.

Design e ciclistica: l’arte della performance

La YB8 Dieci incarna l’eccellenza ciclistica di Bimota, a partire dal suo marchio di fabbrica: il telaio a doppia trave in alluminio, che assicura una straordinaria rigidità torsionale e leggerezza. La carrozzeria, un’aggressiva combinazione di fibra di vetro e carbonio, non solo definisce un’estetica filante, ma ottimizza anche l’aerodinamica.

Grande attenzione è stata dedicata al comfort e al controllo nella guida sportiva, con una posizione di guida rivista che prevede un manubrio rialzato di 2 cm, pedane abbassate di 1,5 cm e 10 mm di escursione in più per la sospensione posteriore.

Il comparto sospensioni è di altissimo livello, con una forcella anteriore Marzocchi a steli rovesciati completamente regolabile, dall’escursione maggiorata di 15 mm rispetto alla YB8, e un monoammortizzatore posteriore anch’esso regolabile per adattarsi a ogni stile.

La potenza frenante è affidata a un impianto Brembo, con un doppio disco anteriore da 320 mm e un posteriore da 230 mm, mentre i pneumatici Michelin Hi Sport su cerchi da 17 pollici garantiscono aderenza e stabilità massime anche alle velocità più elevate.

DNA Yamaha, emozioni Bimota

Sotto la carenatura batte il quattro cilindri Yamaha da 1002 cc con sistema EXUP, 5 valvole per cilindro e raffreddamento a liquido. Un motore che, grazie alle cure Bimota (scarico quattro-in-uno ottimizzato e carburatori Mikuni da 38 mm), regala una potenza massima di circa 149 CV a 10.000 giri/min e una coppia poderosa su tutto l’arco di erogazione.

Dati tecnici principali

  • Motore: 4 cilindri in linea, 1002 cc, DOHC, 5 valvole per cilindro (Yamaha FZR1000 EXUP)
  • Potenza massima: 149 CV a 10.000 giri/min
  • Peso a secco: 186 kg
  • Velocità massima: circa 277 km/h (172 mph)
  • Trasmissione: 5 marce
  • Carburatori: Mikuni da 38 mm

Feeling di guida: sportività pura, comfort migliorato

La YB8 Dieci è una sportiva vera, ma non estrema: la posizione in sella leggermente più confortevole rispetto alle sorelle precedenti la rende fruibile anche su percorsi lunghi e misti. La risposta del motore è sempre pronta, la ciclistica trasmette sicurezza e precisione e, grazie alle sospensioni evolute, anche le strade meno perfette diventano un piacere. Il tutto senza mai perdere il carattere deciso e coinvolgente tipico delle Bimota.

Produzione limitata e valore da collezione

La Dieci è stata prodotta in 224 esemplari numerati, ognuno dotato di targhetta identificativa e certificato di autenticità.

Questo la rende una delle Bimota più rare e ricercate, con quotazioni in costante crescita. Solo gli esemplari in perfette condizioni, originali e con pochi chilometri, riescono però a raggiungere le cifre più alte nelle aste e nei passaggi tra collezionisti.

L’Autrice: Martina Pasquale

SEO Copywriter e traduttrice che ha fatto dell’amore per la scrittura il suo lavoro.

Innamorata del Motorsport in tutte le sue declinazioni, ha tutt’ora la Febbre Villeneuve – anche se purtroppo non lo ha visto correre – e adora Giacomo Agostini, Casey Stoner e Daniel Pedrosa.

Quando non è in giro per circuiti o a seguire qualche gara, si diletta con passatempi tranquilli come praticare Karate e HEMA (Arti Marziali Storiche Europee).

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