ECCO COME SI DIVENTA UNA LEGGENDA!

Era il 18 aprile 2004, avevo compiuto 3 anni da pochi giorni e in televisione correva l’iconica sigla di Gran Prix. È per eccellenza la gara che mi ha regalato questa meravigliosa passione, non che la prima di cui ho memoria, che da lì mi accompagna ogni giorno, come un’ombra, mi ossessiona positivamente e mi rende vivo più di ogni cosa.

Si correva a Welkom, Sud Africa, e amante del colore blu fin da piccolo i miei occhi puntavano alla moto con il numero 46 stampato sul cupolino. Mio papà si ricorda di una domanda che gli chiesi prima del semaforo verde: “Papà, ma chi è quel pilota con il casco con il sole e la luna?”.

Bisognava stare attenti a quei due: da una parte Biaggi, dall’altra Rossi, probabilmente il rivale più iconico di Valentino. I miei occhi brillavano alla partenza di quelle moto, che rombavano, cavolo se rombavano… Ora è normalità, ma quel tempo era una nuova emozione che rilasciava adrenalina ed eccitazione nel mio piccolo corpicino. Sorpassi e controsorpassi, staccate, derapate in ingresso curva… pura follia per due piloti che stavano combattendo per il gradino più alto del podio.

E poi l’urlo: “Rossi c’è!“ L’esclamazione che più richiama emozione ogni volta che la sento… Per me è stata la gara della vita, quella gara dove Vale si fermò dopo la bandiera a scacchi per sedersi affianco alla sua M1, per piangere, commuoversi per una vittoria impossibile, il bacio sul cupolino blu e giallo… brividi…

Quella gara, proprio quella gara fu l’inizio della mia vita, l’inizio di un amore verso uno sport fatto da motori, rombi, velocità e adrenalina. Quella gara dominata dal numero 46 era solo l’inizio della creazione di una leggenda del motociclismo. Quel giorno Valentino Rossi incise la sua supremazia nei cilindri di ogni moto, nei cuori di ogni appassionato ma soprattutto nel mio.

Colui che riuscì a battere tutti in sella alla moto più veloce, scese per cavalcare quella peggiore e battere nuovamente tutta la griglia. È così che nascono le leggende… è solo in questo modo può nascere una leggenda del motociclismo.

VR46 quel giorno iniziò a fare ciò che nessun altro pilota nella storia del Motomondiale fino ad oggi è riuscito a fare e non ha il coraggio di fare.

 

Simone Astrella