LA SUPERIORITÀ DEL TALENTO NON È MAI SCONTATA.

Le vittorie di Valentino Rossi furono raccontate all’infinito, con enfasi.

Non importava se corresse sulla miglior 500 o su quel prototipo che fu la prima MotoGP Honda: bisognava dipingere il mito. Gli insuccessi? Fu demerito della moto. Preziosi non fu ricordato per aver costruito una Ducati campione del mondo con Stoner, no, piuttosto per il fallimento che fu con Rossi.

Quindi, per onestà di cronaca, riparto proprio dall’ennesimo successo di Marc Márquez, perché la narrazione “due pesi, due misure” ci disegna appassionati piccoli, piccoli. Quinta vittoria consecutiva? No. Quinta doppietta consecutiva. Il più forte sulla moto più forte? No, prima GP25 in classifica.

Avete una calcolatrice in mano? No? Sintetizzo io: 168 punti di vantaggio su Pecco (GP25, stesso team), 239 punti di vantaggio su Diggia (GP25, team Pertamina VR46). Fate questo esercizio matematico: dividete i distacchi per 37, scoprirete i vantaggi in termini di weekend di gara. Quindi, non il più forte sulla moto migliore. Il PIÙ FORTE.

Ha vinto perché curva bene solo a sinistra? Oggi ha sfatato anche questa burla made in Italy. Chi è secondo in classifica, nonostante un weekend a zero punti? Il fratello, Alex Márquez, che guida una GP24. Col senno di poi, si può immaginare cosa avrebbe fatto Marc nel 2024 su una GP24, visti i risultati ottenuti sulla GP23! Terzo, con podi e vittorie di gara, davanti a due ufficiali. Questa è cronaca, non tifo.

Certo, poi c’è la frustrazione dei “nostalgici”, ma oggi appaiono piccoli, goffi, buffi. Dopo questo elogio, tra l’altro contenuto rispetto alla magnificenza offerta a noi spettatori in pista, parliamo degli altri.

Bez, irriconoscibile, più simpatico: in Aprilia evita di sparare sciocchezze come capitò nel ranch e si riscopre seconda sorpresa del campionato, insieme ad Alex. Jorge Martìn: ottima prestazione, un altro pilota più bello da guardare in pista che da ascoltare fuori. Gli serve un bagno di umiltà e riconquistare Aprilia, perché la star oggi è italiana, a Noale.

Lo squaletto spagnolo? Acosta si rivede. Fateci caso: “sti giovani”, quando chiudono la bocca, vanno forte.

Inizia la pausa estiva. Questa prima metà di campionato ci restituisce la più banale delle verità: solo Marc può battere Marc. Il suo calvario ha messo in standby la MotoGP. Lui, anche con un omero ruotato di 30°, lo ricordo, vinceva GP. Il post-Marc in Honda non parla più di titoli e vittorie a catena, con piloti “abili e arruolati”.

Riflettete, cari cronisti, durante queste vacanze: a voi la scelta, fare cronaca o tifare? Avete così urlato per sorpassi oggi da long lap penalty o under investigation? Ora, silenzio? Su, dai, la bravura non vi manca, semmai la “coerenza”. C’è un Re da omaggiare, che, ad onor di un “condizionale realista”, avrebbe vinto altri due titoli: in Moto2 nel 2011, perso per un infortunio spaventoso all’occhio e, ripeto, nel 2024, chissà, su una GP24.

Buone ferie dal vostro Costty, lettori di Hypermoto Racing News.

L’Autore: Andrea Costanzo

LEGGI ANCHE: