MÁRQUEZ, TRA RECORD E CADUTA: UN WEEKEND AL LIMITE

Cinque vittorie, di cui tre sprint e due full race, su sei gare, non bastano a Marc Márquez per conservare la leadership in classifica generale.

I sei secondi posti di Alex Márquez (tre volte secondo nelle sprint, tre volte secondo in gara) proiettano il fratellino in testa al mondiale MotoGP. Bagnaia, con questa vittoria, realizza quel 5 a 1 nella sfida con Marc nel palmarès delle vittorie complessive fino a questo GP. Bravo Pecco, bravo Alex, ancora davanti a una ’25 ufficiale, quella di Diggia.

A malincuore, devo dare un 5 al weekend di Marc. 10 e lode nella sprint, “zero” in gara. Ma uno zero che si dà al troppo. Perché lui è troppo. Il suo limite è sfidare se stesso. Era il suo circuito, aveva oltre due secondi di vantaggio su Pecco.

Perché esagerare? Perché altrimenti non parleremmo di Marc. Non è successo nulla di tragico, però, con un solo errore, riapre un campionato. Ho sempre ritenuto “mortificante” l’esiguo vantaggio che regala la vittoria sul secondo e terzo posto. Di proposito, ho sollevato questo particolare.

Cinque vittorie consecutive pagano lo scotto di un errore. Onore ad Alex e Pecco, che, a differenza sua, hanno ottimizzato sempre, con testa.

Ducati è la protagonista assoluta di questo campionato. Cade un suo pilota, vince un suo pilota. Va a podio un suo pilota.

Se scremassi le urla dei due cronisti, le prestazioni degli altri sono opache, risalgono spesso in classifica per errori altrui, ottengono risultati discreti a fronte di distacchi pesanti. Non c’è una casa che faccia la differenza, che possa infastidire Ducati Corse.

Non c’è un fuoriclasse che sappia regalare entusiasmo alle loro squadre. Noto, con rammarico, come ancora oggi, una caduta di un pilota possa donare entusiasmo e motivo di gioia a buffi personaggetti.

Applaudono la caduta di Marc, la cosa più triste di questo sport meraviglioso. Inquinano questo sport. Spero che in questo testo, che scrivo un po’ affranto, potrete scorgere spunti interessanti. A proposito di punteggi, io attribuirei un punto alla pole, due punti a chi fa il record della pista; chissà, ridefinendo la scala dei punteggi, 30 al primo, 20 al secondo, 15 al terzo, lasciando invariati gli altri. Perché la vittoria, l’essere il più veloce, è la natura di questo sport.

Forza Marc.

L’Autore: Andrea Costanzo

LEGGI ANCHE: