IN CASA, IN CASA DEL NEMICO, ALL’UNIVERSITÀ. IL TRIPLETE.

Diggià, Diggià, Diggià… pensi sia in testa al GP? No. Tutto tace, ma Marc Márquez sigla il “triplete”: Aragón, in casa; Mugello, nella casa del nemico; e ad Assen, l’università. Gli ultimi due circuiti non congeniali allo spagnolo. Marc non solo vince, ma la sfortuna del fratello Álex lo proietta oggi con un serio vantaggio per il titolo. Anche se, la matematica assegna il mondiale in questo sport.

Meda e Sanchini urlano per ogni sfumatura di giallo, giustificano Pecco, sembrano esultare persino per Álex, ma niente: c’è un rosso, un numero, il 93, che giustifica la scelta di Ducati. È impossibile descrivere Marc: ogni parola scema nell’insufficienza, ogni attribuzione ne minimizza la portata. Sì, lo ribadisco io, qui. Per dare voce alla cronaca di gara, non alle favole.

Passiamo oltre. Bez, fuori orbita yellow fantasy, si sta costruendo un’immagine più solida; il rischio di somigliare a Diggià era concreto, viste le stupidaggini dette su Marc. Bez inoltre ridicolizza Martin. E ne sono felice.

Pecco, terzo, non è un brutto risultato. Poi fatemi capire: Morbido ha preso il long lap penalty per aver fatto quello che Rossi fece a Márquez proprio in quel punto? Chiedo, perché se così fosse, che cosa ridicola. Io l’ho scritto sulla mia pagina Facebook: il pilota più forte di Marc? La caduta. Il pilota “La Caduta” fa ridere i suoi tifosi, li fa fischiare. Capita che però perda pure lui contro Marc.

L’Autore: Andrea Costanzo

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