ROAD RACES MANIA #4: A RISCHIO LE GARE STRADALI
Le gare stradali (nord)irlandesi sono in pericolo.
L’estinzione è vicina.
Michael Dunlop, la settimana scorsa in una intervista a BBC Sport Northern Ireland, ha lanciato il grido d’allarme: «Alla gente non piacerà, ma le National Road Races sono vicine alla fine. Il Tourist Trophy prospererà comunque, la North West 200 farà lo stesso. Le corse su strada nazionali sono sempre state il trampolino di lancio per le International Road Races ma siamo realisti, le International non sono più vinte da chi viene dalle gare nazionali. Si tratta per lo più di piloti provenienti dal BSB (British Superbike)».
Con il termine International Road Races si identificano il Tourist Trophy, la North West 200 e l’ormai defunto Ulster GP, un tempo gara del Motomondiale ma caduto in disgrazia, complici le enormi perdite patite dagli organizzatori.
Sotto la voce National Road Races rientrano invece i meeting locali, organizzati in piccole cittadine, spesso di campagna, a cui assistono qualche migliaio di persone, con premi irrisori per i partecipanti e programma concentrato in poco più di una trentina d’ore, dal venerdì dopo pranzo, giorno designato per le prove libere ed ufficiali, al tardo pomeriggio del sabato.
Non a caso, a differenza del TT e in parte della NW200, in cui le presenze dei piloti stranieri sono numerose, inclusi australiani e neozelandesi, alle National prendono parte esclusivamente piloti autoctoni, con apparizioni tutt’al più sporadiche di inglesi.
Il rischio della scomparsa delle National Road Races è apparso in tutta la sua gravità già all’inizio degli anni Dieci del terzo millennio, quando le riviste motociclistiche britanniche hanno iniziato ad interrogarsi sul loro futuro, dopo una serie di incidenti mortali, uniti ad edizioni martoriate dal maltempo.
Nel 2005, per fare un esempio, il calendario delle gare stradali comprendeva i seguenti round: Cookstown 100, Tandragee 100, Athea, Skerries, Walderstown, Kells, Faugheen, Mid Antrim 150, Dundalk e Killalane, oltre a NW200, Tourist Trophy e Ulster GP e alle gare stradali all’Oliver’s Mount di Scarborough, nel nord dell’Inghilterra.
Come se non fosse bastata la pandemia di Covid-19, con l’annullamento di tutte le competizioni motociclistiche irlandesi nel 2020 e 2021, l’impennata delle tariffe richieste dalle compagnie di assicurazione ad inizio 2023 ha assestato il colpo del KO a molti meeting. Relativamente alle gare nordirlandesi l’aumento è stato del 155 per cento, da 181 mila euro a 461 mila euro.
Il premio assicurativo per la sola North West 200 è più che triplicato: da 30.800 sterline (34.600 euro) a 97.000 sterline (109.000 euro). Per la Cookstown 100, la Tandragee 100, l’Armoy Road Races e la Mid Andrim 150, invece, la tariffa è passata da 16.850 sterline (19.000 euro) a 53.000 (59.600 euro) ciascuna.
Di fronte a questa crescita decisamente inaspettata l’MCUI (UC) – il distaccamento nordirlandese della federazione motociclistica irlandese – ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe con l’obiettivo di incassare trecentomila sterline (337 mila euro).
La accompagnava il seguente testo: «I club non hanno potuto procedere con l’acquisto della polizza assicurativa, pur sapendo perfettamente che ciò significherebbe la cancellazione di tutti gli sport a due ruote in Irlanda del Nord nel 2023. Ora chiediamo ai nostri fan, coloro che amano le corse, le road races e le prove contro il tempo di aiutarci gentilmente donando direttamente al nostro fondo di copertura assicurativa per darci la possibilità di correre quest’anno. I vostri sforzi, in caso di successo, faranno sì che la maggior parte, se non tutti, gli sport a due ruote tornino nel nostro calendario. Tutti i fondi ricevuti saranno gestiti da ASM Accountants a Belfast, per una buona governance e piena trasparenza».Delle trecentomila sterline preventivate, ne sono state raccolte meno di un terzo, precisamente 97.085 sterline (113 mila euro).
Un importo inferiore alle attese considerando che nelle prime ventiquattro ore sono state versate quarantamila sterline e dopo cinque giorni il numero delle donazioni è arrivato a tremila con un bottino di ottantamila sterline.
Eppure la NW200 del 2023 è andata regolarmente in scena, così come la Cookstown 100 e l’Armoy Road Races. Tutte le altre invece sono saltate e la situazione è rimasta identica quest’anno, con la sola disputa di NW200, Cookstown 100 e Armoy Road Races. Si è persa invece traccia, nell’ultimo biennio, di tutte le gare che un tempo si tenevano nella Repubblica d’Irlanda.
Una perdita non da poco perché a differenza di altre discipline sportive, come il calcio, che presenta una federazione calcistica per l’Eire e un’altra per l’Irlanda del Nord, con campionati a sé stante, i piloti che correvano su strada lo facevano spostandosi da una parte all’altra dell’isola irlandese, senza alcun problema nonostante i Troubles che hanno insanguinato il Nord per oltre trent’anni.
La traduzione di Troubles è “problemi”, “preoccupazioni”, tutt’al più “disordini”. Un modo per sminuire un fenomeno che è costato la vita a quattromila persone. Numeri da Guerra Civile, termine che però è sempre stato respinto da ambo le parti che hanno preferito definirlo un conflitto a bassa intensità, evitando in questo modo il coinvolgimento dell’Onu.
Tornando alle road races, l’Irlanda fece da capofila, precedendo persino il Tourist Trophy, la cui prima edizione si disputò nel 1907 all’Isola di Man. Tre anni prima infatti andò in scena una Duecento Miglia, per celebrare il matrimonio del presidente dell’Ulster Centre, Leopold Canning. I concorrenti partirono da Dublino e si diressero a nord, passando da Portrush e Coleraine fino a raggiungere Derry, prima di tornare a Dublino, dove era fissato il traguardo. Ma fu a partire dall’estate del 1921 che le gare stradali si diffusero come funghi: il 16 agosto a Killough si tenne una gara da 36 miglia, costituita da tre giri di un circuito da 12 miglia.
Tre settimane dopo fu la volta di una competizione da 25 miglia con partenza e arrivo a Temple. Dopo ulteriori sette giorni ci fu un’altra 25 miglia, a Ballynahinch e prima della fine di settembre andò in scena la Bann 50, su un tracciato di dieci miglia: quest’ultima gara viene ricordata per l’esordio del leggendario Stanley Woods.
L’irlandese è stato il Michael Dunlop degli anni Trenta, con dieci successi al Tourist Trophy. La sua sfortuna è stata di correre in un’epoca in cui non esisteva ancora il Mondiale, ma ciò non gli ha impedito di aggiudicarsi Gran Premi in Svizzera, Belgio, Francia, Svezia e Germania, oltre all’Ulster GP.
Woods si presentò al meeting con la sua Harley-Davidson ma il manubrio si ruppe in gara e si schiantò contro un terrapieno. In suo aiuto intervenne uno spettatore che tagliò il ramo di un agrifoglio, consentendogli di completare l’ultimo giro e di tornare, con la moto riparata in maniera posticcia, a casa a Dublino.Incredibilmente tutti quei meeting si disputavano senza che le strade fossero ufficialmente chiuse al traffico. Gli organizzatori non chiedevano permesso ai governanti, ma si limitavano a invocare la collaborazione della polizia locale che presidiava gli incroci ed evitava l’intromissione sul percorso delle auto e degli spettatori.
La situazione stava però sfuggendo di mano, per cui la federazione fece pressione finché nel maggio del 1922 il governo nordirlandese approvò il Road Racer Act.
Grazie a questa norma, i Consigli delle singole Contee hanno l’autorità di chiudere al traffico le strade per consentire lo svolgimento di gare per veicoli a motore. E così nell’ottobre del 1922 si disputò l’edizione inaugurale dell’Ulster GP, il cui successo portò alla nascita di altre gare.
Un secolo dopo solo poche National Road Races sopravvivono, ma questa moria ha drasticamente ridotto la possibilità emersione di nuovi talenti. Un conto è infatti comprare e preparare una moto per 10-15 meeting all’anno, come quando Michael Dunlop esordì, un altro è sostenere tale impegno economico e temporale per sole due o tre gare a stagione.
L’Autore: Giovanni Cortinovis
Trafficante di velocità, coltivatore diretto di statistiche, allevatore di storie bestiali.
Si guadagna da vivere come giornalista dal 2002.
Segue, dal vivo, le road races dal 2005, quando andò per la prima volta all’Isola di Man.
Da allora ha assistito a innumerevoli edizioni di Tourist Trophy, North West 200, Ulster GP, Cookstown 100, Tandragee 100, Armoy Road Races, Olivers Mount Spring Cup, Bush, Killalane, Macao GP.
Una piccola parte di quanto ha visto e appreso su questo universo l’ha riversato nel libro “North West 200: La corsa più bella al mondo” in vendita su Amazon, dove ha raccolto una valanga di recensioni entusiastiche.
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