MOTOGP | ALLA SCOPERTA DEL GP DI GERMANIA

Ultimo appuntamento per la MotoGP prima della tradizionale sosta estiva: storicamente il Sachsenring è tradizionale terreno di caccia della Honda, capace di imporsi 38 volte, di cui 17 in classe regina. Considerando però il suo magro bottino stagionale costituito da appena 22 punti nella classifica Costruttori e l’incapacità di ottenere una sola Top 10, difficilmente la Casa dell’ala dorata riuscirà ad incrementare il proprio bottino.

Più facile ci riesca Marc Marquez che su questo tracciato è uscito vincitore già 11 volte: la prima in 125, in due occasioni in Moto2 e le successive in MotoGP. Peraltro lo spagnolo è rimasto imbattuto al Sachsenring in 10 edizioni consecutive, avendo infatti vinto tutte le gare corse dal 2010 al 2019. Nel 2020, complice l’infortunio all’omero e le successive infruttifere operazioni, non corse ma tornò l’anno seguente in Germania e continuò a far valere la propria legge. Pure nel 2022 Marquez non scese in pista causa infortunio mentre un anno fa rinunciò alla gara domenicale al Sachsenring a causa della caduta nel warm-up alla curva 7 che gli procurò una piccola frattura a un dito della mano sinistra. Undici trionfi al Sachsenring li ha ottenuti anche Giacomo Agostini, tutti con moto italiane, le Mv Agusta. Il portacolori del team Gresini potrebbe quindi staccarlo, diventando primatista solitario di successi sulla pista alle porte di Hohenstein-Ernstthal.

La pista è lunga 3,67 km ed è punteggiata da 13 curve di cui solamente tre a destra, a fronte delle 10 a sinistra: il Sachsenring è una delle cinque piste del Mondiale con più curve mancine che destre, insieme ad Austin, Aragon, Phillip Island e Valencia. Il rettilineo più esteso è di 700 metri di lunghezza e ciò impedisce il superamento dei 300 km/h. I piloti della MotoGP utilizzano i freni in 8 delle 13 curve al giro. Le sole due curve consecutive in cui non vengono usati i freni sono la 6 e la 7.

Lo spiega Brembo, dal 2016 fornitore unico di tutte le moto della classe regina, pur in assenza di imposizioni regolamentari. Ciascun team può infatti liberamente scegliere i componenti frenanti da utilizzare, ma stante la superiorità dei freni made in Italy, tutti optano da diverse stagioni per Brembo. Proprio in Germania, ma al Nurburgring, il 20 agosto del 1978 i freni Brembo ottennero la loro prima vittoria in classe regina: merito di Virginio Ferrari che con la Suzuki RG500 del team Gallina conquistò il successo nella 500 con sette decimi di vantaggio su Johnny Cecotto con la Yamaha.

Attraverso Brembo disponiamo dei dati previsti per la gara al Sachsenring: in media i freni sono utilizzati per circa 22 secondi al giro, equivalenti al 28 per cento dell’intero GP. Secondo gli ingegneri Brembo questa pista rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni: tre sono le frenate della categoria Hard, così identificata per lo sforzo richiesto a freni e piloti, una è Medium (l’ultima prima di raggiungere il traguardo) e le altre 4 (curva 2, 3, 5 e 10) sono leggere.

La curva più dura del Sachsenring per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo, una delle poche destrorse di questo layout: le MotoGP decelerano da 294 km/h a 69 km/h in 5,4 secondi in cui percorrono 249 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 5,6 kg. La decelerazione è di 1,4 g, la pressione del liquido freno Brembo tocca i 12 bar e la temperatura dei dischi in carbonio i 660 °C.

Oltre 200 metri sono necessari alle MotoGP per frenare alla curva 12, passando da 289 km/h a 111 km/h nello spazio di 216 metri e nell’intervallo di 4,3 secondi. Questa frenata è superiore rispetto alla prima curva per decelerazione (1,5 g), così come carico sulla leva del freno (6,6 kg) e pressione del liquido freno Brembo (14,1 bar).

La terza frenata più dura del GP Germania è alla curva 8, nonostante la velocità iniziale non sia particolarmente elevata, soltanto 237 km/h: per ridurla di 89 km/h i piloti necessitano di 120 metri e 2,3 secondi.

In un giro un pilota della MotoGP esercita un carico complessivo sulla leva del freno di 26,7 kg che moltiplicato per i 30 giri della gara standard (110,13 km di lunghezza) si traduce in un carico complessivo di 8 quintali. Tanti ma decisamente inferiori ai quasi 11 quintali del GP Francia disputato a maggio a Le Mans.

Mettendo insieme tutti gli spazi di frenata, scopriamo che in MotoGP al Sachsenring i piloti percorrono frenando poco meno di un chilometro al giro: nessuna delle 8 frenate necessita di meno di 50 metri e la metà superano abbondantemente i 100 metri.

 

Giovanni Cortinovis

L’Autore: Giovanni Cortinovis

Trafficante di velocità, coltivatore diretto di statistiche, allevatore di storie bestiali.

Si guadagna da vivere come giornalista dal 2002.
Segue, dal vivo, le road races dal 2005, quando andò per la prima volta all’Isola di Man.

Da allora ha assistito a innumerevoli edizioni di Tourist Trophy, North West 200, Ulster GP, Cookstown 100, Tandragee 100, Armoy Road Races, Olivers Mount Spring Cup, Bush, Killalane, Macao GP.

Una piccola parte di quanto ha visto e appreso su questo universo l’ha riversato nel libro “North West 200: La corsa più bella al mondo” in vendita su Amazon, dove ha raccolto una valanga di recensioni entusiastiche.

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