PAGELLE SENZA TREMARELLE | ROUND DI MAGNY-COURS DELLA SUPERBIKE

L’incidente occorso venerdì a Toprak Razgatlioglu, oltre a rischiare di procurargli danni permanenti, ha di fatto riaperto il Mondiale Superbike. Ad approfittarne, però, non è stato Alvaro Bautista ma il suo compagno di squadra che, zitto, zitto, ora è a 55 punti dal turco pur essendo al primo anno con una moto di questa potenza e massa.

L’assenza del vincitore delle ultime 13 manche ha però riattizzato anche gli spiriti del resto del gruppo. Come recita il proverbio, quando il gatto non c’è i topi ballano. E a Magny-Cours molti piloti, apparsi sottotono nei primi sette round stagionali, hanno alzato la voce, mostrando il loro valore. Li ha aiutati il volo di Jonathan Rea quando non era ancora concluso il primo giro di Gara1: il nordirlandese ha dovuto alzare bandiera bianca per il resto del round transalpino, liberando posti appetibili sul podio e nella Top 5.

Troppo poco per assegnare un voto al sei volte iridato, cosa che invece abbiamo fatto con i piloti che hanno preso il via in almeno due manche, come Bautista. Il consueto appuntamento con le pagelle senza tremarelle giudica le prestazioni dei piloti nelle tre gare del week-end. Ce ne infischiamo delle loro frequentazioni, degli eventuali reati che commettono e dell’entourage di cui si circondano.

Per ridurre la discrezionalità i risultati sono parametrati alla moto in dote a ciascun pilota, al team per cui corre e di conseguenza il confronto non può che prescindere dal compagno di squadra: se siete tra quelli che credono che in un box ad un pilota sia affidato un prototipo unico al mondo e al compagno di squadra una moto realizzata con gli scarti del concessionario, potete pure fermarvi qui.

Danilo Petrucci 9: unico pilota a podio in tutte e tre le gare di Magny-Cours ed anche il bottino del week-end lo vede primeggiare, con 43 punti. Se fossimo stati nel Cross avrebbe vinto il GP, ma poiché siamo in pista i podi si assegnano dopo ogni manche. Gli manca ancora il successo in Superbike ma intanto ha raggiunto i sette podi stagionali, di cui sei negli ultimi tre round. Il tris francese era difficile da pronosticare dopo il 10° posto in Superpole. In Gara1 ha rimontato fino al quarto posto in quattro giri. Dopo aver montato le rain si è ritrovato sesto, ma poi si sono fermati due dei piloti che lo precedevano e Lowes è caduto. Un terzo posto tutto sommato facile, a differenza di quello in Superpole Race: il ternano ha faticato sette camicie per avere la meglio su Locatelli, Redding e Van der Mark. In Gara2 invece il pilota del team Barni Spark ha occupato il secondo posto dalla curva 8 del primo giro fino al traguardo.

Nicolò Bulega 8,5: il dilemma dei dilemmi? Valgono di più tre podi o due vittorie accompagnate però da una caduta? Per dipanare il dubbio ci siamo avvalsi della raccolta punti: la doppietta del figlio d’arte gli ha fruttato 37 punti, meno dei 43 di Petrucci. Avesse invece vinto le due gare lunghe Bulega avrebbe intascato 50 punti e pertanto il suo voto sarebbe stato maggiore. Peccato per l’errore quasi in simultanea con Rea dopo nemmeno un giro completo di Gara1. Nelle altre due manche è stato davanti per tutti i 31 giri complessivi anche se nella gara breve Lowes ha cercato di impensierirlo nel finale. Bulega ha già vinto tre volte quest’anno e ha 67 punti di vantaggio sul compagno di squadra. Chi se lo immaginava?

Michael Van der Mark 8: conquista la sua dodicesima vittoria nel Mondiale, equamente distribuite tra Supersport e Superbike. Un successo a sorpresa perché non saliva sul podio dalla fine del 2021. Lo ipoteca partendo forte e agguantando subito la seconda piazza. Scivola in quarta posizione dopo il pit stop ma poi passa senza problemi Lowes e va alla caccia di Gerloff. Lo statunitense cade e poi rientra ai box, lasciando il comando all’olandese. L’alfiere Kawasaki però ripassa e tenta l’allungo, finendo vittima della propria ingordigia. Ritrovato il primo posto, a Van der Mark non resta che gestire i nove secondi di vantaggio. Potrebbe bissare il podio nella gara breve: per otto giri è terzo ma poi crolla e chiude ottavo. Anche in Gara2 è a lungo terzo ma termina quinto. Trentotto punti in un round non sono per niente male.

Alex Lowes 7: ritrova la pole dopo un’attesa di 2.331 giorni: non la conquistava dall’aprile del 2018 e quella era la sua unica pole in Superbike. La fa fruttare bene, portandosi subito davanti a tutti di Gara1 e restandoci fino al cambio gomme. Con le rain risale dal terzo posto al primo ma quando il gap a suo favore raggiunge gli 1,161 secondi Lowes va giù alla curva 13. Riparte velocemente ed è settimo ma la sua Kawasaki perde pezzi ed è costretto ad accostare. Nella Superpole Race si fa anticipare da Bulega e gli resta dietro per tutti i dieci giri, concludendo secondo. Anche in Gara2 è secondo in avvio ma alla curva 8 finisce lungo, per un guaio tecnico. Resetta alcuni bottoni e si accoda all’intero gruppo. Dal 20° posto inscena una grande rimonta fino al quarto posto finale.

Alessandro Delbianco 6,5: chiamato a rimpiazzare Aegerter, il ventiseienne riminese non gareggiava nel Mondiale dal giugno 2022 quando in sella ad una Kawasaki patì tre ritiri a Misano. In qualifica è 18° ma al quinto giro di Gara1, con buona parte dei piloti che scelgono di fermarsi a montare le rain, si ritrova secondo. Una gioia effimera perché al giro dopo, completata la sua sosta è 16°. Le condizioni della pista sono pessime ma a differenza di molti colleghi che vanno giù come sacchi di patate, Delbianco non sbaglia nulla e taglia il traguardo all’11° posto, diventato 10° per la penalità a Gerloff. Nella Superpole Race e in Gara2 è 13° davanti a cinque piloti full time e così mette altro fieno in cascina. Nove punti il raccolto in terra francese.

Alvaro Bautista 4,5: l’assenza di Razgatlioglu dovrebbe rinvigorirlo, invece in qualifica è solamente 16°, complice il valzer di bandiere gialle. In Gara1 è uno dei primi a rientrare ai box e la perfetta scelta di tempo lo proietta al terzo posto, diventato secondo quando Lowes cade. Nella gara corta però è Bautista a perdere il controllo, volando a terra, dopo sole cinque curve a causa di un contatto in staccata con una Yamaha. La frattura dell’ottava costola gli costa l’unfit per il resto della giornata.

Andrea Locatelli 4,5: in Francia persino le Honda sono apparse più in palla delle Yamaha e questo attenua il voto del bergamasco che altrimenti sarebbe inferiore. Nelle due gare lunghe è ottavo e nono,  ma nella prima si è ritrovato secondo per un giro, prima di andare giù alla curva 5. Ripartito ultimo è riuscito a rimontare fino all’ottava posizione. Nello stesso punto Locatelli è caduto pure al quinto giro della Superpole Race, dopo essere stato costretto ad allargare dall’attacco di Petrucci. In Gara2 staziona al decimo posto ma la penalità a Lecuona lo spinge al nono.

Andrea Iannone 4: stesso numero di punti, 15, di Locatelli, ma l’abruzzese siede su una Ducati, non su una R1 e soprattutto sta prendendo paga da Petrucci, anch’egli con una Panigale V4R e un team privato, dopo essergli stato davanti in campionato per parecchi mesi. La sua miglior prestazione è in Gara1 con un discreto quinto posto. Domenica mattina termina 11°, dopo essere stato 15° al secondo giro. Chiude la settimana con il 12° posto in Gara2, a 26 secondi da Petrucci.

Axel Bassani 4: scavalcato da Xavi Vierge, si ritrova 15° in classifica con meno di un terzo dei punti del compagno di squadra. In Gara1 è ultimo a transitare sul traguardo, preceduto di sette secondi da Delbianco, ma la penalità di Gerloff lo proietta all’11° posto. Decimo in Superpole Race, si ridesta in Gara2: per sette giri è terzo ma dopo il long lap penalty per aver tagliato la curva 6 si disunisce e rimedia un altro 11° posto.

Michael Rinaldi 4: dopo gli zero punti di Portimao, alimenta la sua classifica con gli otto punti sulla pista francese. Sette arrivano con il nono posto in Gara1, davanti a Bassani ma a un minuto e 12 secondi dal vincitore. Nella gara corta è 12° a 18 secondi da Bulega e in Gara2 prende un altro punto finendo 15°, però dietro pure al non certo irresistibile Tito Rabat. Quanto meno ha scavalcato in classifica Sam Lowes con l’altra Panigale.

L’Autore: Giovanni Cortinovis

Trafficante di velocità, coltivatore diretto di statistiche, allevatore di storie bestiali.

Si guadagna da vivere come giornalista dal 2002.
Segue, dal vivo, le road races dal 2005, quando andò per la prima volta all’Isola di Man.

Da allora ha assistito a innumerevoli edizioni di Tourist Trophy, North West 200, Ulster GP, Cookstown 100, Tandragee 100, Armoy Road Races, Olivers Mount Spring Cup, Bush, Killalane, Macao GP.

Una piccola parte di quanto ha visto e appreso su questo universo l’ha riversato nel libro “North West 200: La corsa più bella al mondo” in vendita su Amazon, dove ha raccolto una valanga di recensioni entusiastiche.

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